Con Giuseppe e con Maria, Rimanere Fedeli Sulla Via Del Vangelo. (Semi di Spiritualità Giuseppina. Giugno 2022)

SEMI DI SPIRITUALITÀ GIUSEPPINA

Pubblicazione Mensile del Centro Internazionale Giuseppino-Marelliano. Giugno 2022

1. Accoglienza

2. Preghiera iniziale

3. Tema del mese:

CON GIUSEPPE E CON MARIA, RIMANERE FEDELI SULLA VIA DEL VANGELO.

         “Dall’esempio di San Giuseppe viene a tutti noi un forte invito a svolgere con fedeltà, semplicità e modestia il compito che la Provvidenza ci ha assegnato. Penso anzitutto ai padri e alle madri di famiglia, e prego perché sappiano sempre apprezzare la bellezza di una vita semplice e laboriosa, coltivando con premura la relazione coniugale e compiendo con entusiasmo la grande e non facile missione educativa.” (Benedetto XVI, Angelus, 19/03/2006)

         Con questo “Semi di Spiritualità Giuseppina” concludiamo le riflessioni sulle Beatitudini, con Papa Francisco, e passiamo ad esaminare, nell’Esortazione Apostolica “Gaudete et Exsultate = Rallegrati ed Esultate”, che negli articoli 90-94, il Papa ci esorta ad “accettare ogni giorno la via del Vangelo nonostante ci procuri problemi.” Vediamo:

“«Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli».

         Gesù stesso sottolinea che questo cammino va controcorrente fino al punto da farci diventare persone che con la propria vita mettono in discussione la società, persone che danno fastidio. Gesù ricorda quanta gente è perseguitata ed è stata perseguitata semplicemente per aver lottato per la giustizia, per aver vissuto i propri impegni con Dio e con gli altri. Se non vogliamo sprofondare in una oscura mediocrità, non pretendiamo una vita comoda, perché «chi vuol salvare la propria vita, la perderà» (Mt 16,25).” (N. 90).

         “Non si può aspettare, per vivere il Vangelo, che tutto intorno a noi sia favorevole, perché molte volte le ambizioni del potere e gli interessi mondani giocano contro di noi. San Giovanni Paolo II diceva che «è alienata la società che, nelle sue forme di organizzazione sociale, di produzione e di consumo, rende più difficile la realizzazione [del] dono [di sé] e il costituirsi [della] solidarietà interumana». In una tale società alienata, intrappolata in una trama politica, mediatica, economica, culturale e persino religiosa che ostacola l’autentico sviluppo umano e sociale, vivere le Beatitudini diventa difficile e può essere addirittura una cosa malvista, sospetta, ridicolizzata.(N. 91).

         “La croce, soprattutto le stanchezze e i patimenti che sopportiamo per vivere il comandamento dell’amore e il cammino della giustizia, è fonte di maturazione e di santificazione. Ricordiamo che, quando il Nuovo Testamento parla delle sofferenze che bisogna sopportare per il Vangelo, si riferisce precisamente alle persecuzioni (cfr At 5,41; Fil 1,29; Col 1,24; 2 Tm 1,12; 1 Pt 2,20; 4,14-16; Ap 2,10).” (N. 92).

         “Parliamo però delle persecuzioni inevitabili, non di quelle che ci potremmo procurare noi stessi con un modo sbagliato di trattare gli altri. Un santo non è una persona eccentrica, distaccata, che si rende insopportabile per la sua vanità, la sua negatività e i suoi risentimenti. Non erano così gli Apostoli di Cristo. Il libro degli Atti racconta insistentemente che essi godevano della simpatia «di tutto il popolo» (2,47; cfr 4,21.33; 5,13), mentre alcune autorità li ricercavano e li perseguitavano (cfr 4,1-3; 5,17-18).” (N. 93).

         “Le persecuzioni non sono una realtà del passato, perché anche oggi le soffriamo, sia in maniera cruenta, come tanti martiri contemporanei, sia in un modo più sottile, attraverso calunnie e falsità. Gesù dice che ci sarà beatitudine quando «mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia» (Mt 5,11). Altre volte si tratta di scherni che tentano di sfigurare la nostra fede e di farci passare per persone ridicole. Accettare ogni giorno la via del Vangelo nonostante ci procuri problemi, questo è santità.(N. 94).

         Papa Francesco ci ricorda che “le persecuzioni non sono una realtà del passato, perché anche oggi le soffriamo, sia in maniera cruenta, come tanti martiri contemporanei, sia in un modo più sottile, attraverso calunnie e falsità.” Ci esorta a rimanere fedeli sulla via del Vangelo, nonostante ci procuri problemi.

         Papa Giovanni Paolo II ci insegna che in questa lotta per rimanere fedeli è necessario avere l’aiuto dall’alto, e testimonia con la parola e con l’esempio, quanto si affidava a San Giuseppe:

         “Ancora oggi abbiamo numerosi motivi per pregare nello stesso modo: «Allontana da noi, o padre amatissimo, questa peste di errori e di vizi…, assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre…; e come un tempo scampasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità» Ancora oggi abbiamo perduranti motivi per raccomandare a san Giuseppe ogni uomo.”

(Redemptoris Custos, 31)

         Con Giuseppe e Maria, dobbiamo rimanere fedeli sulla via del Vangelo nella nostra missione educativa. “Che san Giuseppe diventi per tutti un singolare maestro nel servire la missione salvifica di Cristo, compito che nella Chiesa spetta a ciascuno e a tutti: agli sposi ed ai genitori, a coloro che vivono del lavoro delle proprie mani o di ogni altro lavoro, alle persone chiamate alla vita contemplativa come a quelle chiamate all’apostolato.

(Redemptoris Custos, 32)

         “Dall’esempio di San Giuseppe viene a tutti noi un forte invito a svolgere con fedeltà, semplicità e modestia il compito che la Provvidenza ci ha assegnato. Penso anzitutto ai padri e alle madri di famiglia, e prego perché sappiano sempre apprezzare la bellezza di una vita semplice e laboriosa, coltivando con premura la relazione coniugale e compiendo con entusiasmo la grande e non facile missione educativa.”

(Benedetto XVI, Angelus, 19/03/2006)

         Con Giuseppe e con Maria, dobbiamo rimanere fedeli nella via del Vangelo, sia la strada facile o difficile, sia che con l’occhio umano si veda o non si veda l’obiettivo. Sentiamo San Giuseppe Marello:

         “Diremo quindi al nostro Grande Patriarca (San Giuseppe): eccoci tutti per te e tu sii tutto per noi. Tu, mostraci il cammino, tu sostienici ad ogni passo e tu portaci laddove la Divina Provvidenza vuole che arriviamo: sia lungo o corto il cammino, facile o difficile, si veda o non si veda con l’occhio umano la meta, in fretta o adagio, con te o Giuseppe siamo sicuri di camminare sempre bene.”

(San Giuseppe Marello)

         Beati coloro che, sotto lo sguardo vigile di San Giuseppe e seguendo il suo esempio, imparano ad abbracciare il Vangelo ogni giorno, anche se ciò causa loro dei problemi.

         Beati quelli che, sotto lo sguardo vigile di San Giuseppe e seguendo il suo esempio, imparano a trattare gli altri con serenità e dignità, anche e soprattutto in occasioni ingiuste o di persecuzioni.

4. Riflessione e condivisione

         Condividi le parole di Papa Francesco: “Gesù stesso sottolinea che questo cammino va controcorrente fino al punto da farci diventare persone che con la propria vita mettono in discussione la società, persone che danno fastidio. Gesù ricorda quanta gente è perseguitata ed è stata perseguitata semplicemente per aver lottato per la giustizia, per aver vissuto i propri impegni con Dio e con gli altri. Se non vogliamo sprofondare in una oscura mediocrità, non pretendiamo una vita comoda, perché «chi vuol salvare la propria vita, la perderà».

5. Impegno del mese

         Praticare la fedeltà e accettare ogni giorno la via del Vangelo nonostante ci procuri problemi.

6. Preghiera finale.

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