Gesù, Maria e Giuseppe ci invitano al santo raccoglimento. Semi di Spiritualità Giuseppina. Luglio 2022)

SEMI DI SPIRITUALITÀ GIUSEPPINA

Pubblicazione Mensile del Centro Internazionale Giuseppino-Marelliano. Luglio 2022

1. Accoglienza

2. Preghiera iniziale

3. Tema del mese:

Gesù, Maria e Giuseppe ci invitano al santo raccoglimento

         “Si prenda ad esempio il Grande S. Giuseppe. Egli era appunto tutto dedicato al lavoro ed alle occupazioni esteriori per sostentare la Sacra Famiglia, e quindi poteva pregare pochetto, ed agli occhi del mondo non faceva nessuna figura; ma quanto conto teneva Iddio delle bellissime giornate di S. Giuseppe”.

(Insegnamenti, Consigli raccolti da Bice Graglia, Centro internazionale Giuseppino Marelliano, anno 9, p.62)

         Molte volte, durante la sua vita a Nazaret, accanto a Gesù e a Maria, Giuseppe ha svolto attività quotidiane, comuni a tante altre famiglie del suo tempo. Alcune di queste attività sono risultate dal lavoro: preparazione degli strumenti; acquistare materiali; ricevere clienti; fissare i prezzi; pianificare il prodotto e il servizio; pulire il posto di lavoro; interrompere il lavoro a pranzo e ricominciare più tardi; lavoro intervallato da brevi preghiere; intagliare; tagliare; trasportare; consegnare; e molti altri, apparentemente privi di valore espressivo. Altri erano il risultato della vita familiare: sdraiarsi; dormire; alzarsi; cucinare; pranzare; cenare; vestire e svestire il bambino; fare il bagno al bambino; aiutare il bambino nei primi passi, nelle prime lettere; e molti altri, apparentemente privi di valore espressivo.

         Nello svolgere queste attività, “apparentemente prive di valore espressivo”, San Giuseppe è stato, molte, molte volte, visto dai suoi contemporanei andare e venire. A volte accompagnato da Gesù, a volte da Maria, a volte da entrambi. Spesso da solo. Andare e venire per i sentieri dell’umile Nazaret; o in pellegrinaggio a Gerusalemme; oppure visitando amici e parenti; o al lavoro. Agli occhi dei disattenti, i viaggi di São José non erano altro che il via vai di un uomo semplice, dedito alla sua famiglia e al suo lavoro.

         “Si prenda ad esempio il Grande S. Giuseppe. Egli era appunto tutto dedicato al lavoro ed alle occupazioni esteriori per sostentare la Sacra Famiglia, e quindi poteva pregare pochetto, ed agli occhi del mondo non faceva nessuna figura; ma quanto conto teneva Iddio delle bellissime giornate di S. Giuseppe.”

(S. Giuseppe Marello)

         Le “giornate di S. Giuseppe” è un’espressione che riassume tutte le attività semplici che agli occhi del mondo hanno poco o nessun valore, proprio perché così semplici e comuni. Le “giornate di S. Giuseppe” sono state di grande valore agli occhi del Signore!

         Guardando a queste attività esterne di san Giuseppe, “avvolto dal silenzio, in un clima di profonda contemplazione”, i suoi concittadini non hanno percepito la grandezza della sua vita interiore. Queste attività sono ben descritte da Papa Giovanni Paolo II nell’Esortazione Apostolica “Redemptoris Custos”:

         “Anche sul lavoro di carpentiere nella casa di Nazaret si stende lo stesso clima di silenzio, che accompagna tutto quanto si riferisce alla figura di Giuseppe. E’ un silenzio, però che svela in modo speciale il profilo interiore di questa figura. I Vangeli parlano esclusivamente di ciò che Giuseppe «fece»; tuttavia, consentono di scoprire nelle sue «azioni», avvolte dal silenzio, un clima di profonda contemplazione. Giuseppe era in quotidiano contatto col mistero «nascosto da secoli», che «prese dimora» sotto il tetto di casa sua.

(San Giovanni Paolo II. Esort. ap. Redemptoris Custos, 25)

         San Giuseppe Marello ci invita a imitare San Giuseppe ea santificare le piccole cose; indica come esempio la Santa Famiglia e ci insegna che ciò che trasforma una vita interiore e nascosta in una vita feconda e beata è la pratica del santo raccoglimento, cioè dell’intimità con Dio. Vediamo:

         “Immensi sono i vantaggi che trarrete da questa unione con Dio. Guardate, che facevano Gesù, Maria e Giuseppe, i tre più grandi personaggi? All´apparenza nulla di plausibile; sino a trent´anni ripetevano le stesse cose; ma animati da questo spirito di preghiera, oh quanto bene operavano! La virtù non consiste in afred atti straordinari, ma nel fare sempre la volontà di Dio.Siano grandi o piccoli gli uffizi a voi assegnati, basta che siano fatti per ubbidienza, acquisteremo grandi meriti.”

(Idem, ib. Sr Albertina Fasolis)

         San Giuseppe Marello ci indica la via per vivere la via di San Giuseppe e trasformare i nostri semplici gesti quotidiani in occasioni di lode a Dio e di crescita spirituale: “coltivare la vita interiore e nascosta”, come Giuseppe. Vediamo:

         “Raccomandiamoci al glorioso San Giuseppe, guida e maestro della vita spirituale, modello di vita nascosta. Egli pure si trovò nelle medesime nostre ciscostanze nella vita familiare: […] . Imitiamolo nella pratica di quelle virtù nascoste e comuni che sono tanto gradite a Dio e tanto aiutano l’anima a progredire e a santificarsi.”

(San Giuseppe Marello)

         “Procuri anche santificare le piccole cose: un atto di pazienza un atto di carità, accompagnato da una santa intenzione,acquista molto maggior merito. S. Giuseppe non fece cose straordinarie; ma con la pratica costante delle virtù ordinarie e comuni, raggiunse quella santità che lo eleva al di sopra di tutti gli altri santi.”

(Insegnamenti, p. 281 – Sr. Albertina Fasolis)

         Papa Benedetto XVI ci invita a seguire l’esempio di San Giuseppe e ad apprezzare la bellezza di una vita familiare semplice e laboriosa. Parlando di san Giuseppe, dice che la grandezza del nostro agire sta nello «svolgere con fedeltà, semplicità e umiltà il compito che la Provvidenza ci ha affidato». Vediamo:

         “Dall’esempio di San Giuseppe viene a tutti noi un forte invito a svolgere con fedeltà, semplicità e modestia il compito che la Provvidenza ci ha assegnato. Penso anzitutto ai padri e alle madri di famiglia, e prego perché sappiano sempre apprezzare la bellezza di una vita semplice e laboriosa, coltivando con premura la relazione coniugale e compiendo con entusiasmo la grande e non facile missione educativa.”

(Papa Benedetto XVI. Solennità di San Giuseppe. 19 marzo 2006)

4. Riflessione e condivisione

         Condividete gli orientamenti ricevuti da San Giuseppe Marello e dai Papi Benedetto XVI e San Giovanni Paolo II utilizzati in questo “Semi di Spiritualità Giuseppina”. Sceglietene uno e condividete con gli altri ciò che avete imparato e come possiamo metterlo in pratica nella nostra vita quotidiana.

5. Impegno del mese

         Esercitarsi nella pratica di svolgere le attività quotidiane in uno spirito di preghiera e di unione con Dio.

6. Preghiera finale.

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