SEMI DI SPIRITUALITÀ GIUSEPPINA
Pubblicazione Mensile del Centro Internazionale Giuseppino-Marelliano. Agosto 2022
1. Accoglienza
2. Preghiera iniziale
3. Tema del mese:
SAN GIUSEPPE AIUTA MOLTISSIMO CHI A LUI SI AFFIDA
“Per la grande esperienza che ho dei favori ottenuti da san Giuseppe, vorrei che tutti si persuadessero a essergli devoti. Non ho conosciuto nessuno che gli fosse veramente devoto e gli rendesse un servizio particolare senza progredire nella virtù. Aiuta moltissimo chi a lui si affida. Ormai da diversi anni, nel giorno della sua festa, gli chiedo qualche grazia e vengo sempre esaudita. Se quello che chiedo non è molto corretto, egli lo raddrizza per il mio massimo bene.”
(Santa Teresa d’Avila. Vita. Capitolo V. Punto 8)
Papa Benedetto XVI ha iniziato nel dicembre 2011 un ciclo di catechesi sulla preghiera, ricordando che “attraverso la preghiera diventiamo capaci di avvicinarci a Dio con intimità e profondità”.
In quell’occasione il Papa ha voluto iniziare la sua catechesi ricordando che «la casa di Nazaret è una scuola di preghiera» dove abbiamo molto da imparare «avendo Maria, Giuseppe e Gesù come esempio». Vediamo:
“Cari fratelli e sorelle, l’odierno incontro si svolge nel clima natalizio, pervaso di intima gioia per la nascita del Salvatore. Abbiamo appena celebrato questo mistero, la cui eco si espande nella liturgia di tutti questi giorni. È un mistero di luce che gli uomini di ogni epoca possono rivivere nella fede e nella preghiera. Proprio attraverso la preghiera noi diventiamo capaci di accostarci a Dio con intimità e profondità.
“Perciò, tenendo presente il tema della preghiera che sto sviluppando in questo periodo nelle catechesi, oggi vorrei invitarvi a riflettere su come la preghiera faccia parte della vita della Santa Famiglia di Nazaret. La casa di Nazaret, infatti, è una scuola di preghiera, dove si impara ad ascoltare, a meditare, a penetrare il significato profondo della manifestazione del Figlio di Dio, traendo esempio da Maria, Giuseppe e Gesù.”
(Papa Benedetto XVI. Udienza generale. Aula Paolo VI.
mercoledì 28 dicembre 2011)
“La Santa Famiglia è un’icona della Chiesa domestica, chiamata a pregare insieme. La famiglia è una Chiesa domestica e deve essere la prima scuola di preghiera».
(Papa Benedetto XVI)
Seguendo l’itinerario indicato da Papa Benedetto XVI, nelle prossime edizioni di “Semi di spiritualità giuseppina” mediteremo sulla Santa Famiglia di Nazaret e il suo fulgido esempio di vita di preghiera e di intercessione. Illustrando gli insegnamenti di Papa Benedetto XVI, mediteremo anche sugli insegnamenti dei Santi su San Giuseppe e la preghiera. In questo numero vedremo con Santa Teresa d’Avila che “San Giuseppe aiuta moltissimo chi a lui si raccomanda”, e alcune sue testimonianze sulla protezione paterna che riceveva sempre da san Giuseppe. Come ci ha insegnato Papa San Giovanni Paolo II, Teresa di Gesù è stata lo strumento provvidenziale della Divina Provvidenza; e l’intimità di questa santa con san Giuseppe l’ha certamente aiutata in questa missione.
Ascoltiamo Papa San Giovanni Paolo II:
“Qui ad Ávila, con la fondazione del monastero di ‘San José’, cui sono seguite altre sue fondazioni, si è realizzato un piano di Dio per la vita della Chiesa. Teresa di Gesù fu lo strumento provvidenziale, depositario di un nuovo carisma di vita contemplativa che tanto frutto avrebbe portato”. (Papa San Giovanni Paolo II).
Vediamo le testimonianze di Santa Teresa d’Avila:
“Quando ho visto la condizione in cui i dottori della terra mi avevano ridotto, ed essendo così malata in così giovane età, ho deciso di rivolgermi ai dottori del cielo e chiedere loro la salute, perché, sebbene io abbia sopportato la malattia con molta gioia, anch’io volevo essere guarita. Ho pensato che se fossi finita condannata in salute, sarebbe stato meglio rimanere così, ma ho anche immaginato, con la mia salute, che avrei potuto servire meglio il Signore. Questo è il nostro errore: non volerci abbandonare in tutto a Dio, che sa meglio di noi ciò che è meglio per noi. Ho cominciato a ordinare messe e a dire preghiere approvate…”
‘Presi allora come mio avvocato e patrono il glorioso san Giuseppe, e mi affidai a lui con fervore. Questo mio padre e protettore mi ha aiutato nel bisogno in cui mi trovavo e in molti altri più gravi, in cui erano in gioco il mio onore e la salvezza della mia anima. Ho visto chiaramente che il suo aiuto è sempre stato più grande di quanto mi sarei aspettata. Non ricordo di avergli mai chiesto un favore senza averlo subito ottenuto. Ed è cosa meravigliosa ricordare i grandi favori che il Signore mi ha fatto e i pericoli dell’anima e del corpo dai quali mi ha liberato per intercessione di questo santo benedetto”.
“Sembra che ad altri santi Dio abbia concesso un aiuto in questo o in quel bisogno, ma ho sperimentato che il glorioso san Giuseppe in tutti estende il suo patrocinio. Il Signore vuole così mostrarci che, come gli era soggetto sulla terra, dove poteva comandarlo come padre adottivo, così in cielo fa tutto ciò che egli gli chiede. E così hanno riconosciuto, per esperienza, altre persone che, su mio consiglio, si sono raccomandate al suo patrocinio. Molti altri recentemente sono diventati suoi devoti perché hanno sperimentato questa verità”.
“Io cercavo di celebrare la sua festa con la massima solennità (…) Per la grande esperienza che ho dei favori ottenuti da san Giuseppe, vorrei che tutti si persuadessero a essergli devoti. Non ho conosciuto nessuno che gli fosse veramente devoto e gli rendesse un servizio particolare senza progredire nella virtù. Egli aiuta moltissimo chi a lui si affida. Ormai da diversi anni, nel giorno della sua festa, gli chiedo qualche grazia e vengo sempre esaudita. Se quello che chiedo non è molto corretto, egli lo organizza per il mio massimo bene”.
“Se le mie parole avessero autorità, narrerei volentieri in dettaglio le grazie che questo santo glorioso ha concesso a me e agli altri, ma, non volendo andare oltre i limiti che mi sono imposti, in molte cose sarò più breve di quanto vorrei e in altre ci vorrebbe più tempo del disponibile: insomma, come chi ha poca discrezione in tutto ciò che è buono. Chiedo solo, per amore di Dio, che coloro che non credono in me, facciano la prova e vedano per esperienza quanto sia benefico affidarsi a questo glorioso Patriarca ed essergli devoti”.
(Santa Teresa d’Avila. Vita. Capitolo V. Numeri da 5 a 8)
4. Riflessione e condivisione
Condividi le linee guida ricevute da Santa Teresa. Cosa ti ha colpito di più nella sua testimonianza?
5. Impegno del mese
Esercitati nella pratica di svolgere le attività quotidiane con spirito di preghiera e di pregare per le vocazioni.
6. Preghiera finale.
