SEMI DI SPIRITUALITÀ GIUSEPPINA
Pubblicazione Mensile del Centro Internazionale Giuseppino-Marelliano. Ottobre 2022
1. Accoglienza
2. Preghiera iniziale
3. Tema del mese:
Gesù, Giuseppe e Maria inaugurano una nuova forma di relazionarsi con Dio
“La capacità di Maria di vivere dello sguardo di Dio è, per così dire, contagiosa. Il primo a farne l’esperienza è stato san Giuseppe. Il suo amore umile e sincero per la sua promessa sposa e la decisione di unire la sua vita a quella di Maria ha attirato e introdotto anche lui, che già era un «uomo giusto» (Mt 1,19), in una singolare intimità con Dio.
“Infatti, con Maria e poi, soprattutto, con Gesù, egli incomincia un nuovo modo di relazionarsi a Dio, di accoglierlo nella propria vita, di entrare nel suo progetto di salvezza, compiendo la sua volontà.”
(Papa Benedetto XVI. Udienza generale. Aula Paolo VI.
mercoledì 28 dicembre 2011)
Nella precedente edizione di “Semi di Spiritualità Giuseppina” abbiamo visto, sulla base dell’insegnamento di Papa San Giovanni Paolo II, che tutte le azioni di San Giuseppe nella Casa di Nazaret erano avvolte nel silenzio, in un clima di profonda contemplazione. Ricordiamo:
“Anche sul lavoro di carpentiere nella casa di Nazaret si stende lo stesso clima di silenzio, che accompagna tutto quanto si riferisce alla figura di Giuseppe. E’ un silenzio, però che svela in modo speciale il profilo interiore di questa figura. I Vangeli parlano esclusivamente di ciò che Giuseppe «fece»; tuttavia, consentono di scoprire nelle sue «azioni», avvolte dal silenzio, un clima di profonda contemplazione. Giuseppe era in quotidiano contatto col mistero «nascosto da secoli», che «prese dimora» sotto il tetto di casa sua”.
(San Giovanni Paolo II. Esort. ap. Redemptoris Custos, 25.
Il primato della vita interiore)
Papa Benedetto XVI, nella sua catechesi del 28/12/2011, che stiamo studiando in questi mesi, ci ha insegnato che «come ogni famiglia ebrea osservante della legge, i genitori di Gesù si recano al tempio per consacrare a Dio il primogenito e per offrire il sacrificio». E sottolinea che Giuseppe e Maria danno al loro pellegrinaggio un significato più completo: il pellegrinaggio della fede, dell’offerta dei doni, simbolo della preghiera e dell’incontro con il Signore, che Maria e Giuseppe già vedono nel loro figlio Gesù. Ascoltiamo Papa Benedetto XVI:
“Possiamo ricavare alcuni spunti sulla preghiera, sul rapporto con Dio, della Santa Famiglia dai racconti evangelici dell’infanzia di Gesù. Possiamo partire dall’episodio della presentazione di Gesù al tempio. San Luca narra che Maria e Giuseppe, «quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme, per presentarlo al Signore» (2,22). Come ogni famiglia ebrea osservante della legge, i genitori di Gesù si recano al tempio per consacrare a Dio il primogenito e per offrire il sacrificio. Mossi dalla fedeltà alle prescrizioni, partono da Betlemme e si recano a Gerusalemme con Gesù che ha appena quaranta giorni; invece di un agnello di un anno presentano l’offerta delle famiglie semplici, cioè due colombi. Quello della Santa Famiglia è il pellegrinaggio della fede, dell’offerta dei doni, simbolo della preghiera, e dell’incontro con il Signore, che Maria e Giuseppe già vedono nel figlio Gesù.”
(Papa Benedetto XVI. Udienza generale. Aula Paolo VI.
mercoledì 28 dicembre 2011)
Papa Benedetto XVI ci ha anche insegnato che, non solo nei momenti di pellegrinaggio, ma in ogni momento della loro vita quotidiana, Giuseppe e Maria praticavano il dialogo di accoglienza e il silenzio contemplativo. Che Maria e Giuseppe si aiutavano a vicenda in questa crescita dello spirito di preghiera e di contemplazione.
In primo luogo, il Papa parla di Maria e insegna che «la contemplazione di Cristo ha in Maria il suo modello insuperabile». Ascoltiamo Papa Benedetto XVI:
“La contemplazione di Cristo ha in Maria il suo modello insuperabile. Il volto del Figlio le appartiene a titolo speciale, poiché è nel suo grembo che si è formato, prendendo da lei anche un’umana somiglianza. Alla contemplazione di Gesù nessuno si è dedicato con altrettanta assiduità di Maria. Lo sguardo del suo cuore si concentra su di Lui già al momento dell’Annunciazione, quando Lo concepisce per opera dello Spirito Santo; nei mesi successivi ne avverte a poco a poco la presenza, fino al giorno della nascita, quando i suoi occhi possono fissare con tenerezza materna il volto del figlio, mentre lo avvolge in fasce e lo depone nella mangiatoia. I ricordi di Gesù, fissati nella sua mente e nel suo cuore, hanno segnato ogni istante dell’esistenza di Maria. Ella vive con gli occhi su Cristo e fa tesoro di ogni sua parola. San Luca dice: «Da parte sua [Maria] custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore» (Lc 2, 19), e così descrive l’atteggiamento di Maria davanti al Mistero dell’Incarnazione, atteggiamento che si prolungherà in tutta la sua esistenza: custodire le cose meditandole nel cuore. Luca è l’evangelista che ci fa conoscere il cuore di Maria, la sua fede (cfr 1,45), la sua speranza e obbedienza (cfr 1,38), soprattutto la sua interiorità e preghiera (cfr 1,46-56), la sua libera adesione a Cristo (cfr 1,55). E tutto questo procede dal dono dello Spirito Santo che scende su di lei (cfr 1,35), come scenderà sugli Apostoli secondo la promessa di Cristo (cfr At 1,8). Questa immagine di Maria che ci dona san Luca presenta la Madonna come modello di ogni credente che conserva e confronta le parole e le azioni di Gesù, un confronto che è sempre un progredire nella conoscenza di Gesù. Sulla scia del beato Papa Giovanni Paolo II (cfr Lett. ap. Rosarium Virginis Mariae) possiamo dire che la preghiera del Rosario trae il suo modello proprio da Maria, poiché consiste nel contemplare i misteri di Cristo in unione spirituale con la Madre del Signore.”
(Papa Benedetto XVI. Udienza generale. Aula Paolo VI.
mercoledì 28 dicembre 2011)
Poi papa Benedetto XVI parla di Giuseppe e ci insegna che è stato lui il primo ad imparare com Maria, e poi con Gesù, «un nuovo modo di relazionarsi a Dio, di accoglierlo nella propria vita, di entrare nel suo progetto di salvezza, compiendo la sua volontà». Ascoltiamo Papa Benedetto XVI:
“La capacità di Maria di vivere dello sguardo di Dio è, per così dire, contagiosa. Il primo a farne l’esperienza è stato san Giuseppe. Il suo amore umile e sincero per la sua promessa sposa e la decisione di unire la sua vita a quella di Maria ha attirato e introdotto anche lui, che già era un «uomo giusto» (Mt 1,19), in una singolare intimità con Dio. Infatti, con Maria e poi, soprattutto, con Gesù, egli incomincia un nuovo modo di relazionarsi a Dio, di accoglierlo nella propria vita, di entrare nel suo progetto di salvezza, compiendo la sua volontà. Dopo aver seguito con fiducia l’indicazione dell’Angelo – «non temere di prendere con te Maria, tua sposa» (Mt 1,20) – egli ha preso con sé Maria e ha condiviso la sua vita con lei; ha veramente donato tutto se stesso a Maria e a Gesù, e questo l’ha condotto verso la perfezione della risposta alla vocazione ricevuta.”
(Papa Benedetto XVI. Udienza generale. Aula Paolo VI.
mercoledì 28 dicembre 2011)
Gesù, Giuseppe e Maria inaugurano un nuovo modo di relazionarsi con Dio, in cui contemplazione e lavoro si completano in modo meraviglioso, come vedremo nella prossima edizione di “Semi di Spiritualità Giuseppina”.
4. Riflessione e condivisione
Condividi gli insegnamenti di Papa Benedetto XVI contenuti in questo “Semi di Spiritualità Giuseppina”.
5. Impegno del mese
Esercitati nella pratica di svolgere le attività quotidiane in uno spirito di preghiera, silenzio e contemplazione.
6. Preghiera finale.
