San Giuseppe nel Pensiero e nel Cuore di San Giuseppe Marello (1) (Semi di Spiritualità Giuseppina Marelliana. Maggio 2026)

1. Accoglienza

2. Preghiera iniziale

3. Tema del mese:

San Giuseppe nel Pensiero e nel Cuore di San Giuseppe Marello (Parte 1)

“O glorioso Patriarca San Giuseppe, non ti scordare di noi, che andiamo trascinando queste misere carni sulla dura terra d’esilio. Tu che, dopo la Vergine benedetta ​​primo stringesti al seno il Redentore Gesù, sii il nostro esemplare nel nostro ministero, che, come il tuo, è ministero di relazione intima col divin Verbo: ammaestraci, assistici, rendici degni membri della Santa Famiglia.” (San Giuseppe Marello, Vescovo e Fondatore. Lettera 35)

Secondo quanto riportato da Padre José Antônio Bertolin, Oblato di San Giuseppe, il 19 marzo 1988, Solennità di San Giuseppe, Padre Mário Pasetti ha presentato ai confratelli del Settore di Roma la presente meditazione sul pensiero del Vescovo Giuseppe Marello sulla devozione a San Giuseppe. L’analisi che ne deriva (di questa meditazione) ha il privilegio di rivelare le tracce della devozione a San Giuseppe fin dalla giovinezza di San Giuseppe Marello, per poi presentare i suoi insegnamenti come Fondatore e come Vescovo. Ogni pensiero, collocato nel contesto storico della sua vita, diventa così più comprensibile e acquista un significato più appropriato.

Quanto segue è tratto dagli scritti di Padre Mário Pasetti, Oblato di San Giuseppe. Tutti gli scritti che seguono sono di Padre Mário, e gli scritti di San Giuseppe Marello da lui citati sono evidenziati in grassetto.

SAN GIUSEPPE NEL PENSIERO E NEL CUORE DI SAN GIUSEPPE MARELLO (Parte 1)

I pensieri e i sentimenti profondi del nostro Beato Padre su San Giuseppe ci vengono rivelati attraverso le sue lettere, i suoi scritti e i suoi insegnamenti. È lì che dobbiamo ricercarli, tenendo conto del contesto della loro interezza, nonché dei diversi periodi storici in cui si manifestano. Questo è ciò che cercheremo di fare, senza tuttavia la pretesa di esaurire un argomento che sarebbe vastissimo, accontentandoci di individuare le linee principali.

Il primo scritto in cui il Marello fa riferimento a San Giuseppe ci porta agli anni 1866-1867, quando frequentava il terzo anno di Teologia. Si tratta di una nota spirituale, scritta dopo aver letto Santa Margherita Maria Alacoque. “Nunc coepi: ora incomincio, mio ​​Dio, mio ​​Gesù, mia Madre Maria, mio ​​protettore san Giuseppe, mio ​​Angelo Custode. Nunc coepi: io vi ascolterò sempre. Nunc coepi: io rigetterò l’abito della mia prevaricazione. Nunc coepi: m’incamminerò per la via del Cielo dietro le ispirazioni che Voi farete risplendere di lassù” (Scritti, p. 19).

In tutto il cammino, così umanamente sincero, emerge con chiarezza la piena fiducia nell’aiuto del suo Protettore, insieme a quello di Gesù e Maria; non solo, ma l’unione di Giuseppe, Gesù e Maria si rafforza perché è espressione di una visione piena e non riduttiva del mistero salvifico, che include per volontà di Dio la presenza di Maria e di Giuseppe, sia nella vita terrena del Salvatore sia nella vita della Chiesa, Corpo Mistico di Gesù Cristo; ciò si evince anche dall’uso delle iniziali J.M.J. (Gesù, Maria, Giuseppe), che compaiono nell’intestazione di buona parte delle sue lettere.

Gli stessi concetti e sentimenti di nota spirituale, a cui abbiamo fatto riferimento, si ritrovano in una lettera del 12 gennaio 1868 – n. 24 – a padre Stefano Delaude. Il Marello è già sacerdote; sta riflettendo con un amico su una pre-crociata di rinnovamento spirituale in preparazione al grande evento del Concilio Vaticano I, e così si esprime:

«Bisogna organizzare una vera crociata, ma senza le formalità e le classificazioni materiali delle forze: basta un buon desiderio elevato a Dio in ogni momento e tradotto in azione con pratica obbedienza alla Sua Volontà. Perciò, caro Stefano, quando inizieremo davvero? Nel nome di Nostro Signore Gesù Cristo, adesso.

«O Signore, tu che vedi e legiferi nel profondo del cuore, benedici il nostro proposito e aiutaci con la tua grazia a perseverare fino alla fine dei nostri giorni. E Maria? Senza di lei, Madre amorevolissima, come avremo la forza di cominciare, poveri figli su sentieri inesplorati?… Gesù, Maria, Giuseppe, Angeli e Santi nostri protettori, vogliamo camminare con voi, qual è la via più sicura?»

Due mesi dopo questa lettera, in occasione dei voti di San Giuseppe Marello al suo omonimo, il carissimo Padre Giuseppe Riccio, questa stupenda preghiera scaturisce dalla mente e dal cuore del Marello:

“O glorioso Patriarca San Giuseppe, non ti scordare di noi, che andiamo trascinando queste misere carni sulla dura terra d’esilio. Tu che, dopo la Vergine benedetta ​​primo stringesti al seno il Redentore Gesù, sii il nostro esemplare nel nostro ministero, che, come il tuo, è ministero di relazione intima col divin Verbo: ammaestraci, assistici, rendici degni membri della Santa Famiglia.” (Lettera 35).

Qui, come è facile vedere, la grandezza della missione di San Giuseppe, il suo potere di intercessione e la sua straordinaria vita esemplare si intrecciano mirabilmente, il che è di grande interesse per gli stessi ministri del Signore. Ma torniamo al già citato Concilio Vaticano I, al quale il Marello, in qualità di segretario del suo Vescovo, Carlo Savio, ebbe la grazia di partecipare per nove mesi, fino a quando il Concilio fu esteso “sine die”.

Quanto intensamente visse quei mesi di eccezionale vita ecclesiale lo possiamo evincere dall’entusiasta lettera scritta a padre Stefano Delaude il 18 luglio 1870, giorno della memorabile proclamazione dell’infallibilità papale; ma non meno vibrante e pieno di soddisfazione e gioia è un altro scritto indirizzato a padre Giuseppe Riccio il 17 marzo 1870, in cui parla delle petizioni presentate al Concilio da 38 cardinali, 153 vescovi e 43 superiori generali, per la proclamazione di San Giuseppe a patrono della Chiesa universale. La lettera, nelle parti che ci interessano, recita così:

“Carissimo fratello in San Giuseppe, alla vigilia del nostro Santo Patrono e in un momento in cui la devozione al Capo della Santa Famiglia sta per raggiungere il suo massimo sviluppo, grazie alla petizione rivolta dalla Cristianità ai Padri del Concilio Vaticano I, non posso non scrivervi qualche parola che, tra tanti confratelli omonimi, è certamente il più vicino al mio cuore. Preghiamo insieme nel giorno del nostro grande Patriarca affinché, cominciando a esaltarlo nei nostri cuori, possiamo diventare degni di vederlo presto esaltato da tutta la Cristianità con il titolo che gli viene preparato di Patrono della Chiesa Universale. Viva San Giuseppe con i suoi devoti” (Lettera 64).

L’esaltazione di San Giuseppe, voluta dal Marello, ebbe luogo, come tutti sanno, l’8 dicembre 1870, Solennità dell’Immacolata Concezione. La luce e l’impulso operativo che la devozione del nostro Venerabile Padre a San Giuseppe ha suscitato da questi eventi sono stati davvero grandi, segnando indelebilmente il resto della sua vita sacerdotale ed episcopale.

(Continua nel prossimo “Semi di Spiritualità Giuseppina”)

4. Riflessione e condivisione

Condividi gli insegnamenti del Padre Fondatore.

5. Impegno del mese

Celebra degnamente il Triduo e la festa di San Giuseppe Marello.

6. Preghiera finale.

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